Pagina 3
www.cartaigenica.it
www.i-dbox.comLeonardo Cola
Dopo "That's All Folks!!", ottimo album dell'anno passato e disco dell'anno per il quotidiano "Liberazione", tornano a calcare la scena italiana (ed estera) i The Groovres. Un EP contenente quattro brani nuovi e quattro "alternate version" di brani presenti sui precedenti album. All'interno della custodia cartonata troviamo un libretto con i testi sia in italiano che in inglese; le tematiche sociali, vengono affrontate con molta poesia....un poeta arrabbiato, che canta le proprie paure, il lavoro, lo stress, la paura di perderlo. Questi sentimenti sono trasmessi con un rock classico, alla Bruce Springstreen per intenderci, root blues e ballate malinconiche. Canzoni di ottima fattura, dove la semplicitÓ e l'anima fanno tutto da sole, "Do You Remember The Working Class?", "More Than This Job" e "Ballad" sono l'indice di dove ci vogliono trascinare i The Groovers... Le quattro canzoni proposte in versioni alternative e giÓ edite nei precedenti lavori non fanno altro che arricchire questo E.P. rendendolo una piccola perla ed imperdibile per chi vuole avvicinarsi G ".
www.i-dbox.comLeonardo Cola

Come The Groovers esistete già da parecchio tempo anche se la formazione è cambiata parecchie volte, ora come ti trovi a suonare in due più che con una band di 4-5 componenti?
Questa era una situazione creatasi intorno al 1998. All'epoca io e Paolo decidemmo di prenderci una pausa. Erano stati dieci anni intensi. Concerti, dischi, cambi di formazione ed altro ancora. In quel momento avevamo capito che durante i concerti con il continuo cambiamento di musicisti qualcosa non stava più funzionando. Con Evasio Muraro ho iniziato a suonare come Flamingo e dopo questa esperienza verso la fine del 1999 con Paolo abbiamo deciso di ripartire. Ripartire in due. Era ormai chiaro che in quel momento non c'era la possibilità ne la volontà di avere un band. Uscì That's all Folks che andò oltre le nostre aspettative sia in termini di recensioni che di vendite. Iniziammo allora ad intravedere la possibilità di riprendere il viaggio la dove lo avevamo interrotto e così abbiamo chiesto ad Evasio e Antonio Guida che in That's All Folks avevano partecipato rispettivamente in qualità di bassista e batterista di unirsi a noi per una serie di date.
Oggi ci troviamo in una formazione consolidata su quattro elementi che con il recente Ep Do you remember the working class? ha trovata una sua ideale connotazione. Ci troviamo bene insieme, ci stiamo divertendo, le date cominciano ad essere sempre di più e l'accoglienza dei nuovi brani ha rinvigorito l'interesse intorno a questa band. Il suono rispetto a qualche anno fa ha subito delle modifiche e questo ci ha permesso di guardare al nostro passato con orgoglio ma anche con la consapevolezza che potevamo ancora fare qualcosa di buono.


In Italia la critica musicale vi adora, voi rilasciate spesso dichiarazioni che lamentano il fatto che si tende a guardare di più verso l'estero....è tutt'ora cos'ì?
Guarda non è semplice fare un quadro preciso della situazione. Non vorrei essere frainteso. Diciamo che molti giornali e di conseguenza molti giornalisti non vedono o non vogliono vedere le realtà italiane. Certo nel tempo sono nate situazioni dove si parla esclusivamente di "roba" italiana, in passato però non bisogna dimenticare l'esperienza di Vittorio Amodio con Urlo, di cui Rockit è la punta emergente ed altri ancora ma in certi casi la produzione italiana viene sottovalutata. Potrei starmene zitto e come dici tu lasciarmi cullare dalle varie recensioni positive ma vorrei che le recensioni scavassero più in profondo quello che in Italia i gruppi sanno e possono dare. Voglio dire che molte volte è vero che si sono positive ma superficiali. In molti casi quando una band, un cantante pubblica un disco ha dietro di se un suo percorso, delle sue scelte che penso un giornalista debba approfondire prima di lanciarsi in generici commenti affibbiando qua e la nomi di artisti a cui si può fare riferimento. A volte ci azzeccano a volte rimani stupito. E' vero che ognuno scrive quello che sente ma a volte la superficialità critica non aiuta nessuno a progredire od ad affermarsi.


Come nasce una canzone in casa The Groovers?
Testo e musica viaggiano in parallelo. Sono ambedue importanti. Molte volte parto da un titolo. Un titolo che ha come riferimento una storia o semplicemente un'idea. Ha molta influenza sulla musicalità e il contenuto della canzone lo stato d'animo in cui in quel periodo mi trovo. Ultimamente presto maggior attenzione nella stesura di una canzone ma mi viene difficile determinare dei canoni particolari su cui mi baso. In ogni caso la stesura finale di un testo nella maggior parte dei casi viene riveduta e corretta perché voglio che alla fine ci siano pochi giri di parole ma un concetto stringato e suggestivo ben preciso. Una sorta di cortometraggio in bianco e nero.

Vi sono delle fonti d'ispirazione particolari a cui attingi?
Anni fa ti avrei risposto con nomi del tipo Guthrie, Springsteen, Del Fuegos , Petty, Dream Syndicate Green On Red o Mellncamp e così via. A autori il cui passato musicale attinge nel soul,l R&B e nel R'n'R. Oggi potrei aggiungere EELS, Wilco, Lanegan, I Am Kloot, Lullaby for the working class, Walkabouts e altri ancora le cui radici sono le stesse degli altri….


I Vostri testi sono molto belli ma spontanei, non hai mai pensato di scrivere canzoni anche per altri artisti?
Alcuni miei testi sono stati cantati nel disco di esordio di Evasio Muraro. Cosa che mi ha fatto molto piacere anche perché siamo amici e collaboriamo ormai da tempo. Ho musicato per Michele Posa un suo testo che farà parte di un Cdrom interattivo, Una sorta di libro su cd. Se capitasse l'occasione scriverei volentieri per altri. Mi piacciono le collaborazioni.

Il nuovo disco, l'Ep "Do You Remember The Working Class?" contiene pezzi nuovi e pezzi in vecchi ma arrangiati in modo diverso. Qual' è l'idea che è dietro all'Ep?
Sostanzialmente fotografare un momento che non capitava da tempo. Essere tornati band in quattro con una differente linea musicale che ci ha portato a suonare in modo diverso le canzoni del nostro passato. Ma anche l'urgenza di segnare un percorso con delle nuove canzoni che a nostro avviso sono un passo avanti rispetto alla precedente produzione.

Parlami un po' del lavoro di studio, come si è svolto? Avete utilizzato strumentazioni analogiche per la registrazione?
Oggi il lavoro sul digitale ha preso un po' il sopravvento sull'analogico e le differenze di suono non sempre sono così percepibili. La tecnologia è riuscita ad apparire meno fredda di un tempo e con i costi soprattutto per i nastri sono molto + accessibili. Certo la possibilità di poter lavorare come anni fa su nastri da due pollici fa sempre piacere. Per ora anche per un contenimento di costi ci siamo adeguati all'utilizzo di macchine digitali. Abbiamo però la cura di rendere tutto caldo. Utilizziamo ampli valvolari e batterie vere non campionate. I microfoni utilizzati sono molto buoni e registrano in maniera molto fedele il calore della musica.


Qual'è la tua strumentazione?
Come chitarre utilizzo delle Fender Telecaster, una è del 1967, un'altra è la riedizione della Thinline del 72 è una Squire modificata al manico. Come ampli utilizzo una testata Fender Bassman del 67 con una cassa Marshall a due coni da 12. Pedalini classici della Boss come l'overdrive e il tremolo e un echo della Danelectro.


Collaborate con parecchie persone dai Gang ad Evasio Muraro, come sono nate?
Sia i Gang che Evasio li conosco dagli anni '80 quando ancora i primi cantavano in inglese, ed aprivo i loro concerti con una band che si chiamava Stolen Cars, ed il secondo era il cantante /bassista dei Settore Out. Con Evasio tra il 98 e il 99 ho formato i Flamingo, un trio con il cantato in italiano ed ora bassista e co-produttore nei Groovers. Sono amicizie che affondano le radici nella passione per la musica.


Oramai sono più di dieci anni che porti avanti i The Groovers, qual'è la molla che ti rende il trascinatore del gruppo (testi, musiche, promozione, produzione, e tutto il resto...)?
Una delle cose che preferisco in assoluto è stare con una chitarra in mano, cantare e scrivere canzoni. E' una passione che ha radici lontane. In gioventù avevo pubblicato una fantine chiamata Fandango e trasmettevo in radio locali. Ad un certo punto volevo ca


Prima militavi in altre band?
Ero il bassista in una band chiamata Stolen Cars. Facevamo garage-punk. Avevamo avuto ottima accoglienza per i nostri live-show. E recensioni positive su Buscadero, Mucchio, Ciao 2001 (parliamo del 1987/88!!) L'allora cantante della band è oggi negli STP che mi sembra sia una delle migliori garage band italiane e non solo.

Dal vivo suonate in duo o avete musicisti che vi seguono?
In duo suoniamo raramente e solo quando le necessità del luogo o della manifestazione lo richiedono. Siamo sempre stati una band elettrica. Sempre con musicisti diversi nel corso degli anni. Oggi c'è questa formazione che mi auguroi possa dare buoni frutti.


Soprattutto negli ultimi due album vi è molta più attenzione al rapporto operaio-padrone, il titolo "Ti ricordi della Classe operaia?" sembra farci capire che non esiste più....almeno la classe operaia intesa come chi protestava e scioperava giusto?
Non è che non esiste più la classe operaia è che si tende ad emarginare e cancellare la classe operaia. Essa è ancora forte di una coscienza sociale ancora determinata. Sicuramente bisogna allargare la visione di classe operaia anche a coloro che lavorano dietro un computer od una scrivania. Allargare perché non bisogna sentirsi diversi in quanto siamo tutti lavoratori. I mass-media e soprattutto la televisione hanno addormentato in maniera costante negli anni la coscienza sociale ma fatti come Genova, attenzione a non confondere la violenza con la protesta, fanno capire che sta nascendo qualcosa che va al di là della semplice definizione classe operaia. La classe lavoratrice, gli studenti, i circoli cattolici, gli ambientalisti si stanno agglomerando in una grande cooperazione. L'inetnto è quello di non rimanere soffocati da chi ci vuole supini ai loro comandamenti. In That's All Folks la dedica ai caduti sul lavoro l'abbiamo sentita importante, Tutti i giorni muore qualcuno per quello che dovrebbe un suo diritto naturale. Nell'ultimo disco l'attenzione è posta in maniera diversa. Riprendevo un titolo del gennaio 2000 di Liberazione (Do you remember la classe operaia?) perché era significativo nella sua brevità. Bisogna ricordarsi, ricordare non dimenticare. La memoria nel mondo del lavoro, nella storia delle resistenza, nella società civile non dimenticare il passato perché da esso dobbiamo trarre insegnamento per il futuro.


Cosa pensi dell'attuale situazione politica italiana e dei recenti fatti successi a Genova?
La situazione politica è il rislutao di non scelte. Annacquare le idee di una sinistra innovatrice in una classe moderata è stato più un autogol che altro. La guerra in Juogslavia è stata drammatica per come è stata supportata dal nostro governo. Oggi abbiamo una destra reazionaria capace di trascinarci in basso. Bisogna trovare un accordo comune ripartire dagli errori. Bisogna conquistarci il futuro con la non violenza ma con la ragione. Ritornare nelle strade e raccogliere gli umori. Le idee, le fatiche. Genova insegna tante cose: la violenza è oggetto di destabilizzazione, viene pompata e distorta ed usata come meglio si può. Ma a Genova c'era tantissima gente pacifica a cui bisogna dare il giusto peso.


Vuoi lanciare un messaggio particolare ai lettori?
Più che messaggi un invito ad ascoltare le nostre produzioni e venire ai nostri concerti. E quando ci si incontra scambiare due parole su questo pazzo Rock'n'roll Circus

 




Scrivi ai Grooversbookmark


Versione Ingelse del sito


 

Ultima modifica della pagina:
 
ęCopyright 2000,Groovers, Inc. All right reserved
Sito ottimizzato per una risoluzione video 800x600 o superiore.